09/05/2012
ITALIA 90
Per strada, sulle magliette sugli autobus, praticamente ovunque campeggia l'immagine di Ciao il pupazzetto tricolore con la testa a forma di pallone che simboleggia i Mondiali di Calcio. Mentre la macchina di papà percorre la Pontina verso il mare ogni tanto Ciao fa capolino sui cartelloni pubblicitari dei prodotti più disparati. Dalla radio risuona come un inno Notti Magiche di Gianna Nannini. All'inizio questa canzone mi piaceva un sacco, ma mi sta andando a noia. La passano ovunque e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Sulle note sfumate del brano inizia il radiogiornale.
Argomento principe, ovviamente la partita di stasera: semifinale Italia Argentina, motivo per cui tutta l' Italia calciofila è già da giorni impegnata in infiniti preparativi e praticamente ovunque non si parla d'altro. Motivo per cui alle due di pomeriggio stiamo in macchina con i finestrini spalancati e il vento che ci rintrona tutti che quasi quasi preferisco il caldo alla tormenta. Non mi resta che scivolare col culo in avanti e appiattirmi il più possibile al disotto del livello della tempesta, cercando di non premere troppo con le ginocchia per non piantarle nella schiena di mamma seduta davanti. Metto in testa le cuffie e accendo il walkman, sulla cassetta la compilation di musica dance che mi sono registrato dalla radio. Chiudo gli occhi, mi appisolo.
Quando li riapro siamo a casa. Scarichiamo i bagagli e saliamo per le scale. Nonna che ci ha visto dal balcone e ha aperto già il cancello, ora ci aspetta sulla porta. Già dalle scale sento mio fratello che fa i cori da stadio e lo trovo sul balcone che sta appendendo la bandiera tricolore. Stasera tutti a cena giù dal compare Albino, cena e partita ovviamente. Per la gioia di tutti tranne che per la mia che di calcio proprio non ne ho mai voluto sentir parlare.
Convinco contro voglia papà ad andare a vedere il mare mentre le donne di casa si affannano per i preparativi, spesa preparare la cena, organizzare il tutto.
Nonno e mio fratello sono stoicamente inchiodati alle poltrone pronti a spararsi altre 4 ore di prepartita. Papà si unirebbe volentieri al gruppo ma io lo guardo in cagnesco dalla porta con l'asciugamano sulla spalla. "Ma mica vorrai fare il bagno?? Io pensavo solo un giretto a vedere il mare poi torniamo che c'è la partita".
Un quarto d'ora dopo sono a mollo fino al collo a guardare la spiaggia che si svuota e papà che dalla riva fuma impaziente l'ennesima cicca. Come avevo sospettato dopo dieci minuti si sbraccia richiamandomi a riva. Mi avvio nuotando uno stile rana scazzata.
Alle 19.30 siamo tutti a tavola docciati e pronti al grande evento.
Ore 20.00 inno nazionale, tutti in piedi. Calcio di inizio. La tensione si taglia col coltello, i piatti stanno li a freddarsi, io stesso mi sorprendo incollato al televisore come catturato da un allucinazione collettiva.
17 minuto Vialli tira, Goycochea non trattiene, irrompe Totò Schillaci GOOOOOOOOOOLLLLLLL!!!!!!!!!!!!!
Tutti in piedi, il boato nazionale è impressionante, emozionante, ci si abbraccia mentre stridono a milioni le trombette con la bomboletta di cui tutti hanno fatto incetta. Mi sorprrendo a pensare che è bellissimo, un urlo liberatorio, una felicità collettiva. Mi sento forse per la prima volta Italiano dando un senso a questa parola.
Si riprende fiato e l'allegria mista al nervosismo per il tempo mancante alla fine riaccende l'appetito.
Tutto fila liscio con qualche brivido ogni volta che gli avversari si avvicinano alla porta italiana e un sussulto ogni volta che gli azzurri si avvicinano al raddoppio.
Fine primo tempo, c'è spazio per un gelato!
Secondo tempo, dopo soli 18 minuti il sogno vacilla: cross di Olarticoechea e il capellone Caniggia segna di testa. Altro boato stavolta di sconforto, poi il silenzio. Si soffre fino al 90 minuto. Tempi supplementari. Nonno si alza recitando sotto voce quelle che nettamente riconosco come bestemmie. Ormai la tensione è tale che il silenzio di dieci persone intorno al tavolo è assordante.
I supplementari sono da cardiopalma ma il risultato non si sblocca. 1 a 1, calci di rigore.
Inizia la goleada, ad ogni gol un boato. A infrangere il sogno ci pensa Goycocheaneutralizzando i rigori di Donadoni e Serena. E' finita, l'Argentina batte l'Italia risultato finale Italia 3 Argentina 4.
Nell'aria nazional popolare c'è un silenzio di tomba che sembra voler durare in eterno. Siamo tutti delusi e sfiniti dalle emozioni vissute. Io anche stupito per averle provate.
Vabbeh ci resta magari il terzo posto, chissà chi ci tocca Inghilterra o Germania ovest? Presagisco altri giorni di calciomania familiare ma con meno disgusto. Non sarò mai un amante del calcio, ma non mi perderò la prossima partita di sicuro. Mi è piaciuta troppo questa atmosfera fiera e solidale. Ancor di più mi è piaciuto esserne parte, viverla con la mia famiglia e gli amici.
Per il momento mi godo il silenzio irreale di questa serata così particolare.
Dal terrazzo di casa, coi gomiti puntellati sul tricolore che sventola impavido guardo la campagna pontina che si perde in un buio sterminato.
Un'auto passa in lontananza lasciando scivolare le note di Notti Magiche ... inseguendo un gol, sotto il cielo di un'estate italiana... Quanto amo questa canzone, la sentirei un milione di volte senza stancarmi!
22:21 Scritto da: greydoryan | Link permanente | Commenti (6) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |
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27/03/2012
Flash Forward n. 9 Primi scampoli di primavera
1. CAMPAGNA
Cammino solitario tra gli uliveti che si perdono all’orizzonte. Il sole del mattino è già caldo nonostante siano appena le nove. La sensazione del sudore sulla pelle e del respiro che si fa leggermente affannoso è piacevole, liberatoria, vera. Con lo sguardo cerco tra i roveti i giovani turioni degli asparagi, come facevo da bambino. Sorrido quando trovo il primo, e poi il secondo e poi gli altri e ancora. Mi graffio le mani che cominciano a pizzicare di piccole spine. Non ho mai imparato nonostante i rimproveri ad usare i guanti. Mi piace il contatto tra pelle e natura, sentirmi le mani sporche e profumate di terra e vegetazione. Mi fermo sotto ad un albero più grosso a fumare una sigaretta tergendomi la fronte con la manica della felpa. A cinquanta metri un anziano contadino in bilico su una scala a pioli pota un olivo. Gli auguro il buongiorno. Lui ricambia in modo schivo, la sigaretta tra i denti. La mia presenza è assolutamente aliena, come pure il mio aspetto così poco bucolico nonostante gli sforzi.
Il solito vecchio e grosso cane mi abbaia venendomi incontro al galoppo. A pochi metri si ferma. “Ciao vecchio amico! Non ci si vede da un anno è?” Scodinzola dal mozzicone di coda amputata e si accosta per farsi carezzare il testone. Ho trovato compagnia per il resto della mattinata di raccolta.
Trotterelliamo zigzagando tra le file ordinate di alberi scegliendo rotte diverse, lui a caccia di odori io di immagini.
A mezzogiorno sono a casa. La frittata la mangio bollente direttamente dalla padella seduto al tavolo della veranda. Il gusto amarognolo accende piacevoli ricordi che mando giù con un buon bicchiere di vino rosso.
2. WALKING ON THE BEACH
Il vento si staglia teso e orizzontale alla battigia mentre gli camminiamo contro. Quante cose avrei avuto da dire e tu da replicare e viceversa. Ci sorprende la natura nella sua bellezza e il suo gorgogliare di onde. Ci fermiamo un istante a proteggere una piccola sporta di parole importanti. Poi il pensiero torna alla spiaggia. Ci voltiamo a vedere la distanza percorsa. E’ tanta, decidiamo per il ritorno. Il vento in poppa e la mano che ti tiene il fianco in un abbraccio dal colore indefinito come il rapporto che ci lega e che tu definisti rarità. Rarità è anche questa gioia tonificante, senza pretese. Passeggiare in un abbraccio mentre granelli di sabbia si insinuano tra le dita ancora imbrigliate in scarpe e calzini.
3. L’ACCOLITA DELLE CANAGLIE
Sul barbecue fumano salsicce e bruschette e poi ancora bistecche e scamorze. Io e V. ci diamo da fare intorno al fuoco mentre F. non fa un cazzo come al solito. Fa invece arriverà col suo costante ritardo di almeno un ora intento com’è a riprendersi dei bagordi della notte andata. Con frasi di scherno fraterno che ormai suonano rituali riusciamo a mandare F. ad apparecchiare. Fa arriverà, chi c’è c’è, se magna! Poi finiamo sempre per aspettarlo bevendoci nell’attesa il primo bicchiere di vino. Ed eccoci qua, quattro amici al primo barbecue di primavera, senza donne e senza pensieri. Quattro vecchie canaglie che si godono un pranzo al sole e qualche bicchiere di rosso buono. Sono i nostri pranzi migliori, in un’atmosfera fraterna e scanzonata. Certo tra una libagione e l’altra il discorso serio ci scappa sempre ed ognuno ha da dire la sua. Ma è uno sfogo senza ricerca di soluzioni, un dire senza pretendere risposte. E quando l’aria si tende di pensieri foschi c’è sempre la battuta triviale e il gioco restituisce al tempo la sua leggerezza. Le ore passano in fretta fino a un tramonto bruno che ha già il sapore malinconico degli impegni del lunedì. Scaldato dai giri di grappa e dagli ultimi raggi di sole li guardo andare via di sghembo. Questi miei amici, le canaglie migliori che la vita può regalare. Asciutti e genuini, ragazzi ormai uomini in cui il tempo non ha rimosso l’entusiasmo un po’ ingenuo dei vent’anni.
22:22 Scritto da: greydoryan in blog life, diario, libri e fumetti, poesia, primavera, sfoghi | Link permanente | Commenti (13) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |
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14/03/2012
No Time Post N. 8 I tuoi Occhi
Ho visto danzare spruzzi felici,
sollevati da folate di allegria
e giornate cupe riflettersi,
violando la luce indomita dell’azzurro.
Li ho visti colmarsi
e riversare sulle sponde
rivoli sconnessi di dolore.
L’ultima volta che li vidi
erano stanchi e inquieti
appena solcati dal tempo
che con mano gentile
ne ha levigato i bordi.
Mi mancano i tuoi laghi salati,
più di ogni altro luogo,
mi manca il viso dolce
che li alberga.
21:47 Scritto da: greydoryan in blog life, diario, libri e fumetti, poesia, sfoghi | Link permanente | Commenti (6) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |
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