Flash forward n. 8 Oui le jeux sont fait c’est moi…

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Vorrei che per una volta  una sera iniziasse con un alba. L’alba è un momento della giornata che mi è sempre piaciuto, quel momento in cui la luce che si delinea lenta all’orizzonte nel suo pallore lascia le cose, indefinite come gli esiti della vita che in se alberga ed inizia il suo corso.

Le mie albe sono fatte di traffico e pensieri sconnessi dal sonno, violentate da mille luci artificiali che ne alterano la consistenza. Altre albe sono la scritta EXIT sulla porta di quei  luoghi in cui il divertimento è mistificazione. Troppe tenebre, troppo offuscamento per percepire la luce bramando solo un letto in cui disfarsi lentamente. Finisco così per desiderare l’alba che pur vedo ogni giorno in un tempo diverso. Una volta, una sola volta vorrei che prendesse il posto del tramonto per tornare a carpirne l’essenza.  

C’erano albe un tempo ad illuminare la tua schiena nuda, e la natura giocava a disegnarti sulla pelle figure evanescenti. Ed ogni volta mi perdevo a rivedere in quelle geometrie la prima alba e il miracolo di un Dio che dava luce al mondo.

C’erano albe estive di sole netto che asciugavano rapide i capelli salmastri per la notte passata a pescare, come la carezza rude di un padre che ti resta attaccata alla pelle, percepibile per ore nel suo continuare a solleticarti la testa.

C’erano albe di un altro me … che non so ritrovare. C’erano albe di altri noi e non troverai qui il tuo nome, perché non sei una ma il frammento di molte.

Ora ci sono tramonti. Il tramonto ha la bellezza della fine, la melodia sui titoli di coda di un film. Il tramonto è l’uscita distratta da un cinema mentre si spegne lo schermo. Gli avventori prendono direzioni diverse e tutto di quei fotogrammi si perde in un caos sparpagliato. Il tramonto è lo sforzo di me che dall’ultima fila cerco di restare incollato allo schermo, prolungando l’attimo in cui si farà luce in sala e non resterà dell’opera che uno sfondo nero e spento.

Così riavvolgo le pellicole dell’alba ingannando le ore del tramonto.  

Mi nutro di piccoli soli col volto di donna, bevendo avido la luce liquida che si genera negli incontri estemporanei di atomi che si scontrano nel caos dei sensi. Illusioni di albe che non sono che bagliori che si consumano rapidi lasciando la coscienza indispettita, l’anima offesa.

Un vampiro al contrario che rifugge le tenebre in situazioni sospese, cercate, provocate per sopravvivere. Chi ha vissuto l’amore sa darne l’illusione e conoscere di essa l’inconsistenza.

Ma A. non è un mostro, è un alchimista incapace vittima delle sue stesse illusioni.

Un pessimo attore di film dalla trama surreale che beffardo sorride e s’inchina al pubblico che lo schernisce.

“Signori l’illusione è finita, oui le jeux sont fait c’est moi ..»  

 

Flash forward n. 8 Oui le jeux sont fait c’est moi…ultima modifica: 2012-02-21T14:53:00+00:00da greydoryan
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22 pensieri su “Flash forward n. 8 Oui le jeux sont fait c’est moi…

  1. Io vorrei poter vivere ogni tramonto con quella stessa identica sensazione che provo quando, seduta sulla riva del mio mare, osservo il sole lentamente sparire…
    Vorrei vivere con l’indetico stato di pace e serenita’…ogni dissolvenza.

    Capita di ritrovare nel buio della sera un piccolo sole sorgere e quando accade e’ un’emozione disaramante.

    Un saluto A.

  2. Le albe di cui ho memoria sono pregne di speranza, partecipazione e sfinimento…le albe di cui ho memoria sono teatro della lotta tra illusione e disillusione…le albe di cui ho memoria sono come stelle cadenti che mai hanno avverato i miei desideri e pure, ogni volta, stregata, non posso esimermi dall’esprimerli.
    grazie per questa dolce malinconia.

  3. Confesso che amo la notte. Le mie albe sono state poche. Ne ricordo una che finì quando disse: Sei come Janis Joplin. Allora non mi parve un complimento. Solo molto tempo dopo capii. Interessante il confronto che ne fai tu e i giochi, volendo, non finisco ma si reinventano.

  4. Passo da qui…
    e ancora una volta è tempo di flashback…

    volente o nolente
    leggendoti
    anche io ho ricordato
    quasi passato in rassegna
    le albe della mia esistenza…

    ricordi di una me sorridente
    spensierata,
    ricordi di una giovane
    che insieme ad altri coetanei
    si inerpica su sentieri
    illuminati dalla sola luna piena
    per attendere l’alba sulla vetta di piano Semprìa…

    e ricordi di albe affannose
    impaurite
    foriere di drammatici presagi…

    Siamo noi…
    protagonisti di questo film che chiamiamo vita
    che ci cambia
    plasmandoci di sè.

    Grazie per le altalenanti emozioni che questo tuo post mi ha donato.

  5. L’alba è la luce che nasce, è la novità che ti aspetta nella giornata, è il rinnovo della vita che ogni giorno non è mai uguale al giorno precedente. Ha colori più chiari a mano a mano che il sole inizia il suo servizio e la vita ricomincia frenetica e senza sosta.

    Il tramonto, con i suoi colori aranciati e porporini è il soffermarsi per riposare, è un modo per tirare le somme della giornata, riflettere e aspettare la notte per mettere finalmente a tacere la mente e il corpo.

    Metaforicamente l’alba è la vita ai suoi albori, frizzante, giovane, piena di entusiasmo e il tramonto la pacatezza dell’età matura, più tranquilla, più saggia e nostalgica.

    Non ci potrebbero essere sempre albe nella vita, come non ci potrebbero essere sempre tramonti, perché è proprio questa alternanza che ci fa vivere senza una monotona routine.

    Buona giornata, Andrea!
    Nadia

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