1989 La Domenica Mattina e Lei

 

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E’ arrivata un’altra domenica, sveglia alle nove, con un salto sono giù dal letto. Mia mamma mi guarda tra lo sbalordito e l’incuriosito trangugiare il cappuccino e correre in bagno per la doccia.

 

Apro l’armadio scegliendo con cura i jeans che secondo me mi stanno meglio e la felpa … “si questa è bella ma è quella che avevo su domenica scorsa … no meglio l’altra!” “ Ecco questa va bene si! Le scarpe? Si sono pulite ok.” Guardo l’orologio 9.30 sono in ritardo. In bagno per pettinarmi e poi via quasi fatto. Metto le mani nel barattolone della gelatina e comincio a spettinarmi! No troppa! Risciacquo via tutto asciugo e ricomincio. Ora va bene! Metto su il bomber che è appeso dietro la porta di casa e saluto frettoloso, Ciaoo! Io vado!! Le raccomandazioni di mia madre di tornare a casa per l’una che si pranza e chi c’è c’è mi rincorrono per le scale mentre mi precipito come un  pazzo al galoppo facendo riecheggiare del rumore dei salti ogni pianerottolo.

 

A ritmo veloce per le dieci in punto sono in chiesa. Prendo il solito posto che il mio amico C. mi ha tenuto. “Ciao A.!” “Ciao C. grazie sei un grande, ma lei c’è?” “ Boh non l’ho mica vista”

 

I miei occhi cominciano a cercare frenetici tra i banchi … “Dov’è? Avrà cambiato posto? No, eccola!” Le punto lo sguardo addosso quasi a volerla voltare verso di me col pensiero ma nulla. Con passo leggero e rapido prende posto alla fila davanti alla mia senza nemmeno voltarsi.

 

La cerimonia domenicale comincia. In piedi. Eseguo meccanicamente i gesti della liturgia senza seguirne nemmeno una parola. Sono perso nel suo ciuffo di capelli  che dalla zazzera scende dispettoso sul collo bianco e sottile. E per me ora non esiste altro al mondo mentre meccanico ripeto come un automa le preghiere.

 

Mi scuoto soltanto quando Don Carlo pronuncia la frase che per me segna il momento più bello “ La pace del Signore sia con tutti voi, scambiatevi un segno di pace”  Lei si volta e il suo sorriso mi stordisce mentre le sue labbra si schiudono. “La pace sia con te.” Mi dice.  Ed è come se pronunciasse le parole più belle del mondo. Io riesco solo ad arrossire e a dire un frettoloso “Pace …” che mi resta sospeso in bocca con le mille parole che ora non so dire. Le trattengo un istante la mano e mollando lento la presa la sfioro fino alla punta delle dita affusolate.

 

Finito il momento magico mi faccio catturare di nuovo dal ciuffo dispettoso.

 

“La messa è finita andate in pace” Mi sfilo veloce dal banco cercando nella fila che preme all’uscita di starle vicino vicino col naso attento a rubarle un po’ di profumo.

 

La luce di primavera punzecchia gli occhi che si stringono. Io e C. ci sediamo sulla ringhiera della piazzetta. Lui aspetta paziente che torni in me, giusto il tempo di vederla sparire sulla strada di casa e avrà di nuovo un amico.

 

“Oh innamorato allora dopo pranzo che si fa??? “Si va bene c’ hai ragione te, ma che innamorato! Da me verso le tre e mezza. Ci facciamo una partita al Computer che col floppy i giochi si caricano in un attimo! Però. ora vado se altrimenti mamma se ‘ncazza!”

 

Le mani affondate nelle tasche del bomber cammino a passo lento verso casa. Mi fermo un attimo all’angolo della via dove abita lei … No, è già dentro casa … per rivederla mi tocca attendere domenica prossima … e prima o poi riuscirò a dirle quanto mi piace … si ma poi? Una volta che le ho parlato che succede? Sento l’ansia crescermi in gola. Mi sa che ha ragione C. “oh innamorato ma che commini?” La lattina sull’asfalto si becca in un calcio tutta la rabbia di questa cosa nuova che non so controllare.

 

1989 La Domenica Mattina e Leiultima modifica: 2012-03-05T22:25:30+00:00da greydoryan
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17 pensieri su “1989 La Domenica Mattina e Lei

  1. Forse hai ragione, dell’amore esiste l’illusione. Eppure è così forte l’attrazione verso queste illusioni, così connaturata al genere umano … O forse l’amore esiste ed è qualcosa di più semplice dell’illusione che di esso creiamo.
    Ciao Amica Mia
    Andrea

  2. Che bel racconto, percepisco tanta delicatezza e quegli animi pure che forse oggi sono molto rari… io sono nato nel 1987, ma quando vedo una vecchia foto o sento racconti di questo genere mi vien nostalgìa di tempi andati che, in verità, non ho mai vissuto.

  3. Meraviglia d’altri tempi, tenerezza, emozione e desiderio di tornare a quella purezza. Credevo che ormai certe sensazioni scaturissero solo dalla lettura della Vita Nuova di Dante Alighieri, invece sono felice d’averle ritrovate nel terzo millennio, dove si irridono i sentimenti e la purezza d’animo. Semplicemente meraviglioso.

  4. Sono quelle gioie semplici che ti porti nella mente e nel cuore per sempre.
    Come quando ti piaceva un ragazzo… ne eri diventata una cara amica ma non gli avevi mai svelato i tuoi sentimenti… e poi… 22 anni dopo…quella stretta ad un braccio… ti fa capire che non solo ti ha riconosciuta ma che forse, allora, qualcosa aveva capito…

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