Flash Forward n. 9 Primi scampoli di primavera

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1. CAMPAGNA

Cammino solitario tra gli uliveti che si perdono all’orizzonte. Il sole del mattino è già caldo nonostante siano appena le nove. La sensazione del sudore sulla pelle e del respiro che si fa leggermente affannoso è  piacevole, liberatoria, vera. Con lo sguardo cerco tra i roveti i  giovani turioni degli asparagi, come facevo da bambino. Sorrido quando trovo il primo, e poi il secondo e poi gli altri e ancora. Mi graffio le mani che cominciano a pizzicare di piccole spine. Non ho mai imparato nonostante i rimproveri ad usare i guanti. Mi piace il contatto tra pelle e natura, sentirmi le mani sporche e profumate di terra e vegetazione. Mi fermo sotto ad un albero più grosso a fumare una sigaretta tergendomi la fronte con la manica della felpa. A cinquanta metri un anziano contadino in bilico su una scala a pioli pota un olivo. Gli auguro il buongiorno. Lui ricambia in modo schivo, la sigaretta tra i denti. La mia presenza è assolutamente aliena, come pure il mio aspetto così poco bucolico nonostante gli sforzi.

Il solito vecchio e grosso cane mi abbaia venendomi incontro al galoppo. A pochi metri si ferma. “Ciao vecchio amico! Non ci si vede da un anno è?” Scodinzola dal mozzicone di coda amputata e si accosta per farsi carezzare il testone. Ho trovato compagnia per il resto della mattinata di raccolta.

Trotterelliamo zigzagando tra le file ordinate di alberi scegliendo rotte diverse, lui a caccia di odori io di immagini.

A mezzogiorno sono a casa. La frittata la mangio bollente direttamente dalla padella seduto al tavolo della veranda. Il gusto amarognolo accende piacevoli ricordi che mando giù con un buon bicchiere di vino rosso.

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2. WALKING ON THE BEACH

Il vento si staglia teso e orizzontale alla battigia mentre gli camminiamo contro. Quante cose avrei avuto da dire e tu da replicare e viceversa. Ci sorprende la natura nella sua bellezza e il suo gorgogliare di onde. Ci fermiamo un istante a proteggere una piccola sporta di parole importanti. Poi il pensiero torna alla spiaggia. Ci voltiamo a vedere la distanza percorsa. E’ tanta, decidiamo per il ritorno. Il vento in poppa e la mano che ti tiene il fianco in un abbraccio dal colore indefinito come il rapporto che ci lega e che tu definisti rarità. Rarità è anche questa gioia tonificante, senza pretese. Passeggiare in un abbraccio mentre  granelli di sabbia si insinuano tra le dita ancora imbrigliate in scarpe e calzini.

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3. L’ACCOLITA DELLE CANAGLIE

Sul barbecue fumano salsicce e bruschette e poi ancora bistecche e scamorze. Io e V. ci diamo da fare intorno al fuoco mentre F. non fa un cazzo come al solito. Fa invece arriverà col suo costante ritardo di almeno un ora intento com’è a riprendersi dei bagordi della notte andata. Con frasi di scherno fraterno che ormai suonano rituali riusciamo a mandare F. ad apparecchiare. Fa arriverà, chi c’è c’è, se magna! Poi finiamo sempre per aspettarlo bevendoci nell’attesa il primo bicchiere di vino. Ed eccoci qua, quattro amici al primo barbecue di primavera, senza donne e senza pensieri. Quattro vecchie canaglie che si godono un pranzo al sole e qualche bicchiere di rosso buono. Sono i nostri pranzi migliori, in un’atmosfera fraterna e scanzonata. Certo tra una libagione e l’altra il discorso serio ci scappa sempre ed ognuno ha da dire la sua. Ma è uno sfogo senza ricerca di soluzioni, un dire senza pretendere risposte. E quando l’aria si tende di pensieri foschi c’è sempre la battuta triviale e il gioco restituisce al tempo la sua leggerezza. Le ore passano in fretta fino a un tramonto bruno che ha già il sapore malinconico degli impegni del lunedì. Scaldato dai giri di grappa e dagli ultimi raggi di sole li guardo andare via di sghembo. Questi miei amici, le canaglie migliori che la vita può regalare. Asciutti e genuini, ragazzi ormai uomini in cui il tempo non ha rimosso l’entusiasmo un po’ ingenuo dei vent’anni.

Flash Forward n. 9 Primi scampoli di primaveraultima modifica: 2012-03-27T22:22:00+00:00da greydoryan
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13 pensieri su “Flash Forward n. 9 Primi scampoli di primavera

  1. Nel primo mi ci sono rivista in pieno, io che imparai da mio nonno a riconoscere “le mamme” e a non farmi sfuggire gli asparagi… anche io li mangio nella frittata bollente. Quel che viene dopo lo sa solo il corpo 🙂
    L’ultimo è “l’amicizia”, sei stato bravo che quasi mi scappava la lacrima col sorriso…

  2. Ho sempre pensato che il mondo dovrebbe essere abitato esclusivamente da persone che riescono ad apprezzare la Natura, che si soffermano ad assaporarne il gusto, che custodiscono nella memoria odori, sapori, semplici avvenimenti carichi di emozioni, per poi farne bagaglio da portarsi dietro e da trasmetterne la validità.
    Tutto questo non con una sorta di rimpianto, ma con la certezza di aver sfruttato al meglio ciò che ci viene donato.
    Quanto sarebbe più bella la vita se ci bastasse la semplicità, invece della corsa affannosa al potere, al denaro e all’ambizione di avere sempre di più degli altri!

    Buona giornata Andrea.
    Nadia

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