ITALIA 90

italia90logo1.jpgPer strada, sulle magliette sugli autobus, praticamente ovunque campeggia l’immagine di Ciao il pupazzetto tricolore con la testa a forma di pallone che simboleggia i Mondiali di Calcio. Mentre la macchina di papà percorre la Pontina  verso il mare ogni tanto Ciao fa capolino sui cartelloni pubblicitari dei prodotti più disparati. Dalla radio risuona come un inno Notti Magiche di Gianna Nannini. All’inizio questa canzone mi piaceva un sacco, ma mi sta andando a noia. La passano ovunque e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Sulle note sfumate del brano inizia il radiogiornale.

Argomento principe, ovviamente la partita di stasera: semifinale Italia Argentina, motivo per cui tutta l’ Italia calciofila è già da giorni impegnata in infiniti preparativi e praticamente ovunque non si parla d’altro. Motivo per cui alle due di pomeriggio stiamo in macchina con i finestrini spalancati e il vento che ci rintrona tutti che quasi quasi preferisco il caldo alla tormenta. Non mi resta che scivolare col culo in avanti e appiattirmi il più possibile al disotto del livello della tempesta, cercando di non premere troppo con le ginocchia per non piantarle nella schiena di mamma seduta davanti. Metto in testa le cuffie e accendo il walkman, sulla cassetta la compilation di musica dance che mi sono registrato dalla radio.  Chiudo gli occhi, mi appisolo.

Quando li riapro siamo a casa. Scarichiamo i bagagli e saliamo per le scale. Nonna che ci ha visto dal balcone e ha aperto già il cancello, ora ci aspetta sulla porta. Già dalle  scale sento mio fratello che fa i cori da stadio e lo trovo sul balcone che sta appendendo la bandiera tricolore. Stasera tutti a cena giù dal compare Albino, cena e partita ovviamente. Per la gioia di tutti tranne che per la mia che di calcio proprio non ne ho mai voluto sentir parlare.

Convinco contro voglia papà ad andare a vedere il mare mentre le donne di casa si affannano per i preparativi, spesa preparare la cena, organizzare il tutto.

Nonno e mio fratello sono stoicamente inchiodati alle poltrone pronti a spararsi altre 4 ore di prepartita. Papà si unirebbe volentieri al gruppo ma io lo guardo in cagnesco  dalla porta con l’asciugamano sulla spalla. “Ma mica vorrai fare il bagno?? Io pensavo solo un giretto a vedere il mare poi torniamo che c’è la partita”.

Un quarto d’ora dopo sono a mollo fino al collo a guardare la spiaggia che si svuota e papà che dalla riva fuma impaziente l’ennesima cicca. Come avevo sospettato dopo dieci minuti si sbraccia richiamandomi a riva. Mi avvio nuotando uno stile rana scazzata.

Alle 19.30 siamo tutti a tavola docciati e pronti al grande evento.

Ore 20.00 inno nazionale, tutti in piedi. Calcio di inizio. La tensione si taglia col coltello, i piatti stanno li a freddarsi, io stesso mi sorprendo incollato al televisore come catturato da un allucinazione collettiva.

17 minuto Vialli tira, Goycochea non trattiene, irrompe Totò Schillaci GOOOOOOOOOOLLLLLLL!!!!!!!!!!!!!

Tutti in piedi, il boato nazionale è impressionante, emozionante, ci si abbraccia mentre stridono a milioni le trombette con la bomboletta di cui tutti hanno fatto incetta. Mi sorprrendo a pensare che è bellissimo, un urlo liberatorio, una felicità collettiva. Mi sento forse per la prima volta Italiano dando un senso a questa parola.

Si riprende fiato e l’allegria mista al nervosismo per il tempo mancante alla fine riaccende l’appetito.

Tutto fila liscio con qualche brivido ogni volta che gli avversari si avvicinano alla porta italiana e un sussulto ogni volta che gli azzurri si avvicinano al raddoppio.

Fine primo tempo, c’è spazio per un gelato!

Secondo tempo, dopo soli 18 minuti il sogno vacilla: cross di Olarticoechea e il capellone Caniggia segna di testa. Altro boato stavolta di sconforto, poi il silenzio. Si soffre fino al 90 minuto. Tempi supplementari. Nonno si alza recitando sotto voce quelle che nettamente riconosco come bestemmie. Ormai la tensione è tale che il silenzio di dieci persone intorno al tavolo è assordante.

I supplementari sono da cardiopalma ma il risultato non si sblocca. 1 a 1, calci di rigore.

Inizia la goleada, ad ogni gol un boato. A infrangere il sogno ci pensa Goycocheaneutralizzando i rigori di Donadoni e Serena. E’ finita, l’Argentina batte l’Italia risultato finale Italia 3 Argentina 4.

Nell’aria nazional popolare c’è un silenzio di tomba che sembra voler durare in eterno. Siamo tutti delusi e sfiniti dalle emozioni vissute. Io anche stupito per averle provate.

Vabbeh ci resta magari il terzo posto, chissà chi ci tocca Inghilterra o Germania ovest? Presagisco altri giorni di calciomania familiare ma con meno disgusto. Non sarò mai un amante del calcio, ma non mi perderò la prossima partita di sicuro. Mi è piaciuta troppo questa atmosfera fiera e solidale. Ancor di più mi è piaciuto esserne parte, viverla con la mia famiglia e gli amici.

Per il momento mi godo il silenzio irreale di questa serata così particolare.

Dal terrazzo di casa, coi gomiti puntellati sul tricolore che sventola impavido guardo la campagna pontina che si perde in un buio sterminato.

Un’auto passa in lontananza lasciando scivolare le note di Notti Magiche … inseguendo un gol, sotto il cielo di un’estate italiana… Quanto amo questa canzone, la sentirei un milione di volte senza stancarmi!

ITALIA 90ultima modifica: 2012-05-09T22:21:02+00:00da greydoryan
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8 pensieri su “ITALIA 90

  1. Ogni volta che ti leggo mi ritornano ricordi naggiaaa :)) stavolta ricordo da grandicella..ero di maturita’ quell’anno e quella canzone mi accompagno’ per tutta l’estate.Come non ricordare Schillaci (mio conterraneo)e quella sua mimica facciale quando segnava eheheeh tu descrivi la campagna pontina,io sento ancora il profumo di zagare e l’emozione naturale che nasce al diploma 🙂

  2. Ciao Andrea!

    Ceramenete condiviamo questo momento nella vita.
    Quì si è fermato il paese. Sai tutti siamo figli e nipote di Italiani, era come giocare con un fratello.
    La canzone è stata un inno ancora è la canzone che sempre rappresenta i mondiali di calcio.
    Quì tutti i bambini la sanno e l’hanno imparato a scuola.
    Non è stata soltanto una partita di calcio è stato un attimo nella vita delle famiglie.
    Tutte unite tutte insieme abbracciati nel desiderio.

    Attraverso il tuo racconto mi sono emozionata nel ricordo perchè nel quel tempo eravamo tutti insieme e c’era mio caro papà.( il tifoso dell’Italia)

    Ti abbraccio

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